Se sei interessato a scoprire i meravigliosi luoghi che si nascondono a Pantalica e all’annessa Valle dell’Anapo, questo è il posto che fa per te!

 

Pantalica è la più grande necropoli rupestre di tutto il mediterraneo. È composta da migliaia di tombe (circa 5000) scavate dall’uomo divise in diverse zone risalenti ad epoche diverse di cui parleremo meglio in seguito.

Queste tombe si trovano all’interno di un magico paesaggio naturalistico pieno di vallate, altipiani e canyon. Posti magici dove la natura fa da padrona. Qui è possibile sentire la meravigliosa melodia delle diverse specie di uccelli, dello scrosciare del vento sulle foglie e il fragoroso e lento movimento dei due fiumi che circondano Pantalica.

Infatti, Pantalica, è un altipiano di circa 400 metri di altezza sul livello del mare, circondato dall’Anapo e il torrente Calcinara (suo affluente). Questo ha fatto in modo che Pantalica sia stata una fortezza inespugnabile. Il luogo dove Siculi, Sicani, Greci e Bizantini si sono succeduti per accaparrarsi un punto strategico Siciliano.

IMG_0066Proprio grazie a questi insediamenti sono state scavate nella roccia, a partire dal XIII secolo a.C. , le meravigliose tombe di varie forme che, col passare del tempo, sono diventate anche abitazioni rupestri con le adiacenti chiesette Bizantine. Uno spettacolo assolutamente da vedere.

Al centro dell’altipiano si trovano i resti dell’Anàktoron, il palazzo del principe. Questo è il punto più alto di tutta Pantalica dal quale era possibile scorgere il nemico prima degli attacchi. Difatti è proprio qui che il principe decise di costruire la sua dimora. Il villaggio, invece, si pensa sia stato costruito tutto intorno al palazzo, realizzato con delle modeste capanne di legno delle quali, oggi, non è rimasta nessuna traccia.

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Come dicevo, Pantalica era resa inespugnabile grazie ai due fiumi che la circondano, il più grande di essi, l’Anapo, ha creato l’omonima valle dove è possibile fare agevoli passeggiate sulla riva del fiume che crea degli spettacolari laghetti doveè possibile rinfrescarsi accompagnato dai colori e dai profumi della bellissima flora della zona.

Il percorso della Valle dell’Anapo è un sentiero tracciato dalla ex ferrovia che portava da Siracusa e Vizzini costruita nei primi del 900. Oggi dei binari sui quali passava il vaporetto, non rimane nulla, se non un suggestivo percorso in terra battuta che si immerge nelle antiche, fresche e buie gallerie (più o meno lunghe). Rimane anche la stazione ferroviaria oggi adibita a museo.

Sono tanti i percorsi e sentieri che è possibile percorrere a piedi. Tutti spettacolari ed immersi completamente nella natura. Sono migliaia i turisti che vengono da tutte le parti del mondo per vedere questo scorcio di terra diventato Patrimonio dell’UNESCO nel 2005.

Naturalmente andare a Pantalica e alla valle dell’Anapo non è una passeggiata. Con questo non voglio scoraggiarti, ma se sei un tipo al quale non piace camminare molto, Pantalica e le sue meravigliose valli, non fanno per te.

I percorsi non richiedono una particolare preparazione atletica, ma tanta voglia di esplorare e qualche chilometro nelle gambe. Questo perché i sentieri presentano alcune pendenze, molto abbordabili ma, per chi non è abituato neanche a fare cento metri a piedi, possono rappresentare qualche problema.

Arrivare a Pantalica è relativamente semplice.

Venendo da Catania o Siracusa, occorre prendere l’autostrada A18 in direzione Sortino. Giunti a Sortino è possibile seguire le indicazioni per Pantalica o per la Valle dell’Anapo. Oppure, se vieni dall’entroterra Siculo, Pantalica è anche accessibile dal paesino di Ferla.

Da entrambi gli ingressi è possibile visitare sia la necropoli che la valle dell’anapo, ma i percorsi sono molto diversi e non è possibile, comunque, visitare tutto in un giorno.

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Il primo giorno scopri Pantalica, ne odori i profumi, ti immergi nella storia dell’uomo sentendoti in un’altra epoca, dove tutto era più semplice, più puro. Riesci a visitare delle zone meravigliose, le chiesette bizantine, i villaggi rupestri, le piccolissime tombe scavate nei canyon con attrezzi arcaici in pietra. Riesci a percepire l’atmosfera che si respirava un tempo, gli odori che sono ancora gli stessi. Potrai guadare i fiumiciattoli ed anche vedere il punto in cui sorge il torrente calcinara. Rimarrai talmente stupefatto che vorrai tornarci ancora ed ancora.

Pantalica è tutta da scoprire. Non sempre, però, i luoghi sono ben indicati dai cartelli ormai vecchi e lasciati, ahimè, a marcire.

Visitare Pantalica in autonomia è possibile? Certamente, ma solo se hai molta voglia di esplorare luoghi che non conosci mettendo in considerazione il fatto che puoi tralasciare i magici posti nascosti non segnalati dalle fatiscenti indicazioni.

Se vuoi invece scoprire tutti quei luoghi non mostrati nelle cartine, le miriade di spiaggette che potrebbero sfuggire a chi non conosce bene il posto. Se vuoi conoscere la storia man mano che ti inoltri sui sentieri che sembrano inesplorati, se vuoi che la tua vista si perda tra gli splenditi panorami mozzafiato, se vuoi vedere Pantalica in una prospettiva diversa, non ti resta che affidarti ad una guida esperta che ti accompagnerà in posti da favola rispettando i tuoi tempi e le tue pause. Una guida che si prenderà cura di te per tutto il viaggio. Tu dovrai fare soltanto una cosa: goderti le meraviglie di Pantalica e, naturalmente, camminare!

Ci sono luoghi di cui molti non parlano ma che sono meravigliosi e fuori dalle classiche tappe. C’è, ad esempio, l’acquedotto Galermi costruito dai greci dopo che Gelone sconfisse i Cartaginesi ad Imera nel 480 a.C. che ancora oggi porta l’acqua a Siracusa arrivando alle spalle del teatro greco.

Emozionanti sono le famose grotte naturali come la “Grotta dei Pipistrelli” e la “Grotta Trovata”. Ancora di più lo è la “Grotta del Salto”, per molti sconosciuta anche se davvero interessante. Da visitare perché vi si può uscire eseguendo un salto di 3 metri. Naturalmente si può tornare indietro anche dalla porta d’ingresso.

In queste grotte, soprattutto nella grotta dei pipistrelli, anticamente il guano prodotto da questi straordinari animaletti veniva utilizzato per produrre la polvere da sparo. Ancora oggi è possibile vedere i mulini dove questa polvere veniva realizzata.

Avete mai visto il punto in cui due fiumi si incontrano? Avete mai immerso le vostre mani in questo punto notando la differenza di temperatura dell’Anapo e del Calcinara? Un’esperienza unica da ripetere nel tempo.

Noi custodiamo i veri segreti di Pantalica e vorremmo condividerli con voi. Autentiche meraviglie dei nostri avi che rimangono immutate nel tempo. Se vuoi intraprendere il cammino di Pantalica attraverso la storia, l’unico modo è andarci con una guida naturalistica che ti faccia rivivere questi momenti che, come il pastore Paolo Carpinteri (citando il libro di Vincenzo Consolo), ti accompagna nell’antichissima Hybla sui sentieri di capre, nelle grotte-abitazioni, nei santuari scavati nella ripida roccia a picco sulle acque dell’Anapo.

Come Paolo ti indicheremo le varie specie di piante, ti faremo provare il profumo del timo, ti faremo udire il canto del falco pellegrino. Ti racconteremo di storie che non molti conoscono come quella della Biddina, un fantastico “drago” che ingoiava capre, pecore, asini e uomini!

Se vuoi vivere la VERA Pantalica, raccontata dagli esperti, lascia i tuoi dati qui sotto e ti contatteremo il più presto possibile!

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Alessandro Matera

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